PERUGIA – LAGO TRASIMENO - ORVIETO – NARNI
IL GRAND TOUR UMBRO DELLA MUSICA NERA
UMBRIA JAZZ, TRASIMENO BLUES e NARNI BLACK FESTIVAL insieme per creare in Umbria un polo di eccellenza a livello nazionale della Musica Nera. La materia e’ il fitto intreccio tra jazz, blues, soul, gospel, r&b, ovvero le radici di tanti generi ed espressioni musicali che si sono sviluppate nel Novecento e sono diventate popolari dovunque. Se le origini affondano saldamente nel dna delle comunità Nere americane, le “derivazioni” (rock e pop in primo luogo) sono oggi patrimonio comune del mondo. L‘ obbiettivo e’ esplorare, approfondire, valorizzare la Musica Nera come cuore pulsante di quella che possiamo considerare la più appropriata colonna sonora del nostro tempo.
Le tre manifestazioni condividono, oltre ad una vocazione artistica che le avvicina e in qualche modo le apparenta, anche alcune altre caratteristiche, prima tra tutte la scelta di radicarsi profondamente al territorio da cui nascono e di cui sfruttano suggestioni storiche, ambientali, culturali. Il riferimento comune resta l’ Umbria, il suo paesaggio, la sua identità. E’ in fondo la formula, alcune volte pensata, altre forse non intenzionale ma in ogni caso fortunata, che fa della contraddizione il punto di forza. Bellezze naturali e antichi centri storici di una regione quieta e serena si sconvolgono la vita con la musica irrequieta della contemporaneità. Il suono per eccellenza del Nuovo Mondo adottato dal Vecchio. Le pulsioni della modernità che si intrecciano con la pacatezza delle tradizioni.
FINALMENTE... SANTANA
Ieri sera alle 21 questa 33esima edizione del Festival si concludeva con uno spledido concerto di Carlos Santana uno dei più importanti musicisti della scena rock e non solo da quasi quaranta anni, da quando con un mitico concerto a Woodstock si impose prepotentemente alla scena mondiale con il suo stile che fondeva con grande equilibrio ritmi tipicamente centroamericani con suoni e intenzioni venati di sano e sanguigno rock e blues. Dopo appunto quasi quaranta anni di carriera e dopo aver toccato nella sua inesauribile ricerca creativa anche altri ambiti musicali, il grande Carlos sembra aver ritrovato il gusto per le sue radici più vere di rocker “portoricano” duro e puro. Il CD “All that I am”, uscito recentemente e che già nel titolo si autoesplica, lo mostra eloquentemente, e naturalmente è proprio quel lavoro che Santana ha scelto di presentare nella cornice prestigiosa di Umbria Jazz. Un festival nel quale si era già esibito alla fin e degli anni ottanta in un concerto allo stadio Curi addirittura con Wayne Shorter come ospite d’ onore del suo gruppo. Forte di una produzione molto “americana” e quindi al limite della perfezione, e di un gruppo di musicisti e di fonici a dir poco superbi, il concerto è scivolato via senza intoppi, spinto dalla forza propulsiva di una ritmica potentissima e fantasiosa, da arrangiamenti ricchi e pieni, e soprattutto dalla presenza costante della bruciante chitarra dello stesso Santana. Che il mitico Carlito fose un artista eccezionale lo si sapeva, che avesse una sensibilità musicale superiore era altrettanto noto, forse meno noto ai più era il fatto che dopo 40 anni di carriera avesse ancora energia da profondere a piene mani, idee sempre fresche e nuove e soprattutto ancora tanta voglia di suonare e di evocare e spartire emozioni con il pubblico. Si sa che i tour sono faticosi per non dire massacranti, che le esibizioni live chiedono spesso agli artisti ogni stilla di energia, e che il passare degli anni spesso si fa sentire soprattutto appunto nelle situazioni dal vivo, eppure Carlos Santana sembra aver trovato un magico filtro della giovinezza perché suona ancora oggi bene e tanto come 30 o 40 anni fa. Il pubblico tutto in piedi del Santa Giuliana, trascinato e coinvolto oltre ogni dire, ha percepito questa magia partecipando come non mai ad ogni attimo di questo lungo e stupendo concerto.
Giovanni Serrazanetti