10 luglio 2006

C’ è anche Pino Daniele ...

La giornata di ieri del Festival ha avuto uno splendido inizio a mezzogiorno quando sul palco del Pavone, stracolmo in ogni ordine di posti è salito Danilo Rea per una performance in piano solo. Il concerto, dal titolo significativo “The Guggenheim concert”, richiamava il momento magico di pochi mesi fa quando Rea suonò appunto al Guggenheim Museum a New York in occasione della settimana di Jazz italiano promossa dal Festival e dalla Regione Umbria. Allora si trattava di promuovere, anche grazie alla musica italiana, il prodotto Italia in generale, la Regione Umbria e il Listone Giordano in particolare, ovvio quindi che il materiale improvvisativo da Rea utilizzato si rifacesse soprattutto alla melodia italiana. E il bravissimo pianista lo stesso ha fatto qui a U.J. ieri utilizzando, accanto a frammenti presi dalla sua sterminata collezione privata di melodie di ogni tempo e genere, in particolare molte idee prese dalla produzione di De Andrè. Apparso in splendida forma e come sempre straordinario affabulatore, capace di creare splendide cattedrali sonore grazie ad una tecnica superba e ad un fuire continuo di idee e di energia creativa Rea ha affascinato e commosso il pubblico, letteralmente rapito nel suo mondo sonoro che ha raggiunto il suo apice assoluto con oltre 10 minuti di improvvisazioni sul tema della canzoncina per bambini “Ma che bel castello” di cui anche De Andrè registrò un bell’ arrangiamento. Interminabile l’ applauso finale del pubblico che ha sancito ancora una volta il successo del pianista romano, dimostratosi artista di assoluto valore mondiale. La giornata del Festival è proseguita poi con la replica ancora al Pavone del concerto del Trio di Hank Jones con ospite la bravisssima cantante Roberta Gambarini, e poi, dopo la doverosa pausa dovuta alla finale dei mondiali di calcio, al concerto di Pino Daniele al Santa Giuliana. Forse penalizzato dal fatto di doversi esibire letteralmente circondato dal tripudio della città in festa, il cui volume fatalmente arrivava fin dentro all’ Arena, il grnade Pino ha iniziato la ua performance un po’ in sottotono, ma si è ripreso rapidamente con il passare dei minuti e con lo scorrere puntuale dei suoi maggiori successi, dimostrandosi ancora una volta compositore musicista e interprete di razza. Una menzione a parte meritano la sua band e la produzione entrambe all’ altezza delle ottime capacità interpretrative del cantante. Mentra la città intera festeggiava, la notte di U.J. terminava con una bella performance dell’ arpista jazz colombiano Edmar Castaneda sempre al Pavone. Oggi, terminato l’ entusiasmo per la vittoria ai mondiali, si torna ad una lunga serie di esibizioni che termineranno con il concerto serale di Caetano Veloso in solo al Santa Giuliana, momento per il quale c’è grandissima attesa.

Giovanni Serrazanetti

1 Danilo Rea - The Guggenheim Concert
Teatro Pavone
2 Bradley University Big Band
Piazza IV Novembre
1 Danilo Rea
2 Roberta Gambarini
3 Jonathan Gruber
Vice president of new media classical and jazz at Universal Classics
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