CHICK COREA CONVINCE IL PUBBLICO DEL FESTIVAL CON IL SUO OMAGGIO A MOZART
La giornata del festival iniziava ieri per gli appassionati con l’
appuntamento quotidiano con Renato Sellani alla Bottega del Vino.
Resident pianist nel simpatico e accogliente locale del centro di Perugia con il suo trio che vede Massimo Moriconi al c.basso e Stefano Paolini, che si alterna con Massimo Manzi, alla batteria, Sellani dimostra ancora una volta di essere un vero poeta dei tasti bianchi e neri. Con lo sguardo spesso perso nel vuoto a percorrere strade di ispirazione solo a lui note, il pianista ha condotto il pubblico in un lungo e delicato viaggio musicale il cui materiale di partenza era tutto fatto di standards, alcuni dei quali notissimi, resi nuovi e freschi dal linguaggio adottato. Un linguaggio affinato da Sellani nel corso della sua lunghissima carriera e fatto di note leggere e di silenzi meditati, di spazi sonori privi dei fortissimi e ricchi invece di quei pianissimi che oggi sempre meno si sentono e si apprezzano. A Sellani che compie quest’ anno 80 anni portati benissimo il festival ha attribuito ieri un meritatissimo premio alla carriera.
Alle 18 al Morlacchi si concludeva invece Griot New York, l’omaggio di tre giorni di repliche che in questa edizione il festival ha fatto al balletto. Un omaggio importante e molto significativo se si pensa che il lavoro ha musiche composte per l’ occasione da Winton Marsalis che sono danzate dalla Garth Fagan Dance Company, un balletto tra i più famosi e premiati in America. Inutile dire che con questi presupposti il risultato non poteva essere che bellissimo. Belle le musiche, molto jazz e suonate in modo a dir poco superbo, belle le coreografie, bravissimi i ballerini coinvolti, essenziali ma molto incisive le scenografie.
Peccato solo che una proposta del genere venga percepita dal pubblico italiano più come una proposta di balletto che come una proposta di concerto jazz e che quindi il teatro non abbia registrato quel tutto esaurito che questo lavoro meriterebbe appieno.
Alle 21 al Santa Giuliana saliva sul palco Chick Corea che in compagnia del suo quartetto e dell’ orchestra sinfonica Bavarian Chamber Philarmonic, presentava un sentito omaggio a Mozart. La lunga serata consisteva di due parti: il concerto per piano e quartetto jazz che Corea ha composto su commissione per il 250° anniversario della nascita di Mozart e il piano concerto n°28 dello stesso Mozart. Il momento aveva una notevole importanza storica dovuta al fatto che tutte le cadenze di entrambi i concerti erano da Corea improvvisate, riprendendo così una tradizione che è stata abituale nella musica classica fino al romanticismo e che poi è caduta completamernte in disuso. Ed è particolarmente significativo il fatto che sia un pianista di estradizione jazz a riportare l’ improvvisazione nella musica classica.
Al di là di questo comunque la serata ha pienamente convinto il pubblico presente a cui sono state offerte dall’ eclettico e bravissimo pianista oltre due ore di bellissima musica, molto equilibrata nel gioco tra classsicità e modernità, tra fissità e improvvisazione, tra suoni morbidi di sezioni di violini e suoni taglenti di improvvisazioni di sax. Un connubio difficile che è riuscito in pieno grazie alla classe e alla sapienza musicale di Corea e di tutti i bravi musicisti coinvolti.
Un grande successo che conferma una volta di più la classe e la caratura superiore di Corea.
Giovanni Serrazanetti