14 luglio 2006

RON CARTER E CARLA BLEY A UMBRIA JAZZ 2006

Il giovedì musicale di questa edizione di U.J. ha avuto uno splendido inizio quando alle 16 è salito sul palco del Pavone il quintetto Groovinators, guidato da Gegè Telesforo. Il famoso vocalist romano, musicista completo e preparatissimo, è apparso in ottima forma, guidando il gruppo con mano sicura in un lungo set pieno di energia. Telesforo si esprime in un linguaggio che combina il rigore del groove, della pulsione ritmica forte e presente, con la libertà espressiva dell'improvvisazione jazz. La bravura sua e dei suoi compagni di avventura tutti maestri del loro strumento, lega il tutto a creare una musica bellissima, sempre interessante e coinvolgente. La simpatia e la semplicità con la quale lo stesso Telesforo ha avvicinato il pubblico sono state la classica ciliegina su una già di per sé bella torta alla quale non è mancato un pieno e calorosissimo successo. Alle 18 al Morlacchi pienissimo in ogni ordine di posti saliva sul palco il trio stellare guidato da Ron Carter con Mulgrew Miller al p.forte e Russ Malone alla chitarra. Se è vero, come da molti sostenuto, che molto del jazz che si ascolta oggi rappresenta la musica da camera del nostro tempo, allora questo trio rappresenta la miglior musica da camera che si possa ascoltare oggi. La maestria, e la musicalità di ogni singolo componente si fondono in un tutto unico di grandissima raffinatezza ed eleganza, grazie ad un interplay serratissimo e senza cedimenti che diventa quasi un respiro comune. Una prova in più del fatto che il linguaggio jazz vero e tradizionale, se portato da musicisti di caratura e spessore artistico e poetico superiore è in grado di dispensare a piene mani profonde emozioni, e senza alcun bisogno di ricorrere al fragore e all'urlo. Alle 20, 30 al Santa Giuliana iniziava il lungo e sentito omaggio che Umbria Jazz dedicava alla città di New Orleans, la culla del jazz, vero patrimonio dell'umanità per il suo retaggio culturale e musicale, che stenta a ripartire dopo il passaggio del terribile tifone Kathrina. Il concerto vedeva sul palco prima Davell Crawford, poi Irma Thomas, poi i Neville Brothers. Particolarmente degno di nota il primo, vocalist dalle doti a dir poco incredibili, capace di reinterpretare in modo nuovo e fresco da standards jazz a classici del blues, utilizzando un linguaggio bluesy sostenuto dal suono del pianoforte acustico sul quale si accompagna con sicurezza e maestria. Un artista veramente degno di nota malgrado la giovane età e del quale certamente sentiremo ancora parlare. A mezzanotte, ancora al Morlacchi, iniziava il suo lungo concerto big band di Carla Bley ancora una volta ospite del festival. La bravissima compositrice e arrangiatrice, che ha scritto pagine di storia del jazz, contribuendo con il suo lavoro a rivoluzionare il concetto stesso di big band, ha presentato una lunga serie di brani nuovi o comunque riarrangiati per l'occasione, brani che confluiranno in un CD live che verrà registrato nei prossimi giorni. Sostenuta dall'apporto solistico di calibri di Lew Soloff, Gary Valente, e andy Sheppard, la Bley ha offerto come sempre un bellissimo concerto, veramente uno stato dell'arte del fare musica utilizzando il mezzo espressivo della big band. Degni di nota gli arrangiamenti proposti, molto morbidi, dolci e venati di quella leggera malinconia che sembra caratterizzare tutto il lavoro della Bley in questi ultimi anni.

Giovanni Serrazanetti

1 We Love New Orleans
Davell Crawford Movement
Irma Thomas & The Professionals
The Neville Broters
Arena Santa Giuliana
2 Carla Bley Big Band
Teatro Morlacchi
3 Ron Carter - Mulgrew Miller - Russel Malone
Teatro Morlacchi
4 Gegè Telesforo & Groovinetors
Teatro Pavone
5 Funk Off
Giardini Carducci
1 Irma Thomas
2 Davell Crawford
3 Carlo Pagnotta
4 Gege Telesforo
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