15 luglio 2006

ANCHE I GRANDI CHITARRISTI A UMBRIA JAZZ 2006

Il giovedì musicale di questa edizione di U.J. ha avuto uno splendido inizio quando alle 16 è salito sul palco dIeri pomeriggio alle 16 al Pavone gremito in ogni ordine di posti saliva sul palco il PAF Trio con Paolo Fresu, Antonello Salis e Furio Di Castri. Indubbiamente uno dei migliori trii italiani il gruppo ha esilarato il pubblico con un lungo set pieno di poesia, energia creativa, solarità ed anche un pizzico di quella ironia ed autoironia che sono spesso i grandi assenti delle scene jazz. Ai soli verrebbe da dire “sapienti” di Fresu, come sempre ispirato e presente con grande equilibrio, si affiancava il genio creativo torrenziale di Salis che si alternava tra il pianoforte, la fisarmonica e i “rumori”, mentre il granitico Di Castri con il suo basso ritmicamente potente e preciso teneva insieme tutto il materiale sonoro, vero sviluppo creativo imprevedibile e sempre nuovo e divertente di canovacci presi da generi musicali diversi e a volte appena accennati. Appena il tempo di spostarsi al Morlacchi ed ecco salire sul palco il nuovo quintetto di Gary Burton. Il bravo vibrafonista, che ha ricoperto per moltissimi anni il ruolo di vicepresidente della Berklee School of Music, è noto per essere un vero talent scout, ed anche questa volta ha confermato la sua fama. Il quartetto che lo accompagna, tutto fatto di musicisti la cui età media si aggira sui 20 anni, ha letteralmente sbalordito per la bravura tecnica e la capacità di creare musica bellissima, utilizzando un linguaggio moderno ma fortemente calato nella tradizione dello swing. Particolarmente degni di nota il pianista Vadim Neselovsky, capace di fondere la miglior energia di un pianisimo chiaramente di estradizione classica con l’ estro della miglior improvvisazione, e il chitarrista Julian Lage, che a soli 18 anni ha già tutte le carte in regola per affermarsi come uno dei migliori specialisti della sei corde jazz. Alle 21 al Santa Giuliana iniziava il bell’ omaggio che il festival propone quest’ anno al chitarrismo jazz con la salita sul palco di Pat Metheny. Il grande Pat, che è un vero beniamino del pubblico del jazz e non solo da oltre 20 anni, seguendo una schema ormai consolidato ha iniziato il concerto in splendida solitudine, regalando una mezz’ora di pura poesia agli oltre 4000 presenti. Quando poi a lui si sono uniti Christian McBride con il suo potente contrabbasso e Antonio Sanchez con i colori del suo drumming preciso e fantasioso, il concerto è diventato una lunga cavalcata nei terreni dell’ energia creativa più bella e sincera. Evidentemente Metheny è artista dalla vena inesauribile e il concerto di ieri sera, veramente osannato dalla folla e concluso con un interminabile standing ovation, ne è la prova più vera. A mezzanotte al Morlacchi si concludava la giornata del Festival con il concerto del trio Beyond, con John Scofield alla chitarra, il mitico Jack Dejohnette alla batteria e Larry Goldings all’ organo Hammond. Dichiaratamente ispirato alla figura ed all’ opera del batterista Tony Williams, che è stato maestro e amico di Dejohnette, il concerto è filato via liscio tra i soli caldi di Goldings all’ Hammond e il suono, come sempre un po’ sporco e aggressivo della chitarra di Scofield, tenuti insiema dal sapiente e solare drumming del maestro Dejohnette, artista di caratura superiore, vero maestro del suo strumento che come si sa usa con l’ intenzione e i colori di una vera orchestra. Anche a loro il pubblico, che malgrado l’ ora tarda ha riempito il teatro in ogni ordine di posti, ha decretato un lusinghiero successo.

Giovanni Serrazanetti

1 Pat Metheny Trio
Arena Santa Giuliana
2 Trio Beyond
John Scofield - Larry Goldings - Jack Dejohnette

Teatro Morlacchi
3 Gary Burton "Generations" Quintet
Teatro Morlacchi
1 Jhon Scofield
2 Jack Dejohnette
3 Paolo Fresu
4 Gary Burton
5 Renzo Arbore
Per una corretta visualizzazione dei video è necessario:
Adobe Flash Player 8
Associazione Umbria Jazz
Piazza Danti, 28 - 06100 Perugia tel. 075-5732432 fax 075-5722656  info@umbriajazz.com